Vivere Seza Dolori

Vivere senza dolori? Si può

Dal titolo sembra che chi scrive voglia vendere sogni o facili illusioni. Chi, infatti, non vorrebbe realizzare questo desiderio? La miglior cura è il cambiamento, questo é il motto di Lorenzo Ferrante, docente di Educazione Posturale.
Nel lavoro di ricerca posturale che mi vede impegnato dal 1998 sul come comprendere il dolore e come sconfiggernegli effetti, emerge sempre più prepotentemente il dato che sportivi, popolazione in generale, giovani, persone avanti con l’età soffrano di dolori e non sempre riescono a trovare una soluzione. Personalmente seguo persone che vanno dagli 8 ai 97 anni e la prima osservazione che mi sento di condividere è che in questa lunga fascia di età in cui ho esperienza, tutti migliorano la loro condizione posturale. È ovvio che gli anni fanno la differenza, ma non della capacità bensì della velocità di risposta posturale. Una persona in età risponde più lentamente di quella giovane, ma entrambe rispondono alle sollecitazioni e agli allineamenti posturali con i medesimi adattamenti. Spesso sento pronunciare da chi ha problemi di dolori al corpo la parola ormai: ormai sono fatto così, ormai ho una certa età, ormai ho questo dolore da tanto tempo, ormai le ho provate tutte e non ho avuto risultati, ormai mi hanno detto che devo convivere con il dolore. Queste frasi di sottomissione a questo tipo di realtà non sono corrette e neanche reali, perché non si basano su una reale incapacità di stare meglio, ma sull’incapacità di chi ha proposto una soluzione di trovarne, momentaneamente, una valida ed efficace. Il riequilibrio posturale ad esempio ci insegna che il dolore che ci impedisce di vivere la nostra vita sportiva, al meglio delle nostre possibilità, ha spesso un’origine muscolare tensiva. Può essere causato da tensioni muscolari acute, oppure croniche e di lunga data. Perciò cominciamo a fare chiarezza su un punto: i problemi posturali molto raramente sono causati da muscoli deboli (per es. persone allettate immobili per settimane o mesi), nella maggior parte dei casi sono causati da muscoli troppo forti (rigidi): muscoli che hanno lavorato troppo e per tanto tempo, sia a causa di un’intensa attività sportiva, sia per ragioni legate alla vita di tutti i giorni. Da questa visione, cambia completamente l’approccio terapeutico o di intervento fisico, che consisterà nella ricerca dei muscoli forti da scaricare, piuttosto che di quelli deboli da potenziare. Questa ricerca è possibile applicarla a tutte le persone di qualsiasi età e di qualsiasi abitudine fisica. Ad esempio molto spesso si sente dire che quando una persona soffre di mal di schiena, deve potenziare gli addominali perché, a dire di chi lo propone, questi stabilizzano la colonna vertebrale. Quest’affermazione può non essere corretta. La capacità che hanno gli addominali di stabilizzare la colonna è relativa per molti motivi: 1- a differenza di altri muscoli, non si inseriscono sulla colonna vertebrale, quindi hanno su di essa un effetto indiretto. 2 – molte persone che hanno avuto e hanno il mal di schiena hanno anche gli addominali tonici 3 – la funzione di stabilizzatore non è propria dei muscoli, anche se questi vi contribuiscono, ma è propria dei legamenti. 4 – se la postura è spostata perché ci sono dei muscoli forti che la determinano, è su di essi che bisogna intervenire per ridurne la trazione sui segmenti ossei. È un processo complesso in apparenza, ma che si risolve con la semplice conoscenza dei meccanismi posturali e muscolari che sono validi per ognuno di noi. Sempre!

Testo di Lorenzo Ferrante, fotografie di Ivan Scotti

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